"E nell'infinita notte oscurata dalla nostra stessa fonte di luce, scoprirai di non esserti mai sentito te stesso fino ad allora..."

¤ Io... ¤

Sono nata 20 anni fa', a Palermo durante una buia notte primaverile, benedetta dal segno dell' Ariete .

¤ Amo ¤

Amo soltanto tre persone... Ho un amore fraterno, un amore materno ed uno platonico. E al momento, non voglio amare nessun altro.

¤ Odio ¤

Odio... io non odio, l'odio è un sentimento ke nn ho ancora sperimentato e spero di nn doverlo fare mai.

¤ Mini Player ¤

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frecciadicuoio in Caro Diario...&nb...

¤ Pur Non Essendo.. ¤

¤ ¤

Inutilmente sorrido,
come fossi contenta.

¤ ¤

Inesorabilmente cado,
come fossi maldestra.

¤ ¤

Indistruttibile odio,
come fossi amante.

¤ ¤

Infinitamente osservo,
come fossi criminale.

¤ ¤

Incostante leggo,
come fossi allieva.

¤ ¤

Inconcepibilmente vivo,
come fossi reale.

¤ ¤

Immobile penso,
come fossi incapace.

¤ ¤

Incurante sfido,
come fosse normale.

¤ ¤

Incessantemente lacrimo,
come fossi commossa.

¤ ¤

Incontenibile vago,
come fossi viandante.

¤ ¤

Insensibilmente insulto,
come fosse scherzo.

¤ ¤

Intollerabile urlo,
come fosse sfogo.

¤ ¤

Instancabile cammino,
come fosse piacevole.

¤ ¤

Ingiustamente offendo,
come fosse lecito.

¤ ¤

Ingenuamente credo,
come fosse dogma.

¤ ¤

Indistintamente vedo,
come fossi aquila.

¤ ¤

Inevitabilmente muoio,
come fossi ancora viva.

¤ ¤

Inconsapevole scrivo,
come fossi costretta.

¤ ¤

¤ Antica Biblioteca ¤

C.G.Jung - Tipi Psicologici
H. Hesse - Siddharta
Freud - Psicanalisi
M. Scholten - Lo Spiritismo
Stephen King - Le Notti di Salem
Stephen King - Carrie

¤ Visti e Rivisti ¤

The Crow
Giovani Streghe
Scream

¤ Fonti Di Vita ¤

Queen
Oasis
The Cure
Nightwish
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Björk
Xandria
Fabrizio de Andrè
Placebo
L'Aura
John Williams
Morgan
The Gathering
Faith and The Muse
Sarah McLachlan
The Rasmus

¤ E sul Rovescio
della Medaglia... ¤

¤ ¤

Rinunciare al fare qualcosa per poi pentirsi di non averla fatta.

¤ ¤

Allontanare qualcuno sapendo che lo vorresti sempre accanto.

¤ ¤

Farsi odiare da persone a cui vuoi più bene di te stessa.

¤ ¤

Chiedere con la paura di sapere.

¤ ¤

Vincere con la sensazione di aver perso su tutti i fronti.

¤ ¤

Attraversare un ponte fissando le corde prossime a spezzarsi.

¤ ¤

Avere il diritto di fare qualcosa e non avere il potere per farla.

¤ ¤

Non voler smuovere le acque e poi aspettarsi dei risultati.

¤ ¤

Scegliere tra due azioni la più saggia, ed essere rimproverati.

¤ ¤

Giustificare un reato che non si ha mai commesso.

¤ ¤

¤ Sogni ¤



































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Eterne Parole da Voi Dette, raccolte da Me in un Infinito libro...

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¤ Un Giorno... ¤

¤ ¤

Vivrò con me stessa, fuori da ogni possibile concezione del mondo.

¤ ¤

Lo troverò, dovessi oltrepassare il confine dello spazio e del tempo.

¤ ¤

Ci sarò, per vedere mia figlia nascere.

¤ ¤

Lo diventerò e lo farò per loro, prima che per me stessa.

¤ ¤

Inventerò il mio mondo, al di là di ogni sogno, tra realtà e fantasia.

¤ ¤

Sparirò, e nessuno si accorgerà della mia assenza.

¤ ¤

Troverò un angelo e gli libererò le ali perché ritorni immediatamente in cielo, dove non è mai stato.

¤ ¤

Mi pentirò, nuovamente.

¤ ¤

Proverò ciò che milioni di persone hanno provato prima di me.

¤ ¤

Capirò, e vorrò non averlo mai fatto.

¤ ¤

Scoprirò il vero significato di un'apparente inutile vita.

¤ ¤

Mi sveglierò da questo incubo che da sempre mi accompagna.

¤ ¤

Parlerò al mio Dio, e lui mi risponderà.

¤ ¤

Penserò che al mondo non ci sia più nulla che mi attiri, e forse allora uscirò in quello reale.

¤ ¤

Cambierò di nuovo, ma stavolta in meglio.

¤ ¤

Accenderò una stella nel cielo e la mostrerò alla persona più importante della mia vita poiché veda cosa farei per lei.

¤ ¤

Mi accorgerò di non essere mai esistita.

¤ ¤

¤ Ricordi Sfocati ¤

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settembre 2005
agosto 2005

¤ Citazioni ¤

Oscar Wilde:
"In ogni istante della nostra vita siamo ciò che saremo non meno di ciò che siamo stati."

Arthur Schopenhauer:
"Il suicida è uno che, anziché cessar di vivere, sopprime solo la manifestazione di questa volontà: egli non ha rinunciato alla volontà di vita, ma solo alla vita."

John Stuart Mill:
"Ask yourself whether you are happy and you cease to be so."

Virgilio:
"Fugit inreparabile tempus."

F. Nietzsche:
"Io ho fatto questo, dice la mia memoria. Io non posso aver fatto questo, dice il mio orgoglio. Alla fine, è la memoria ad arrendersi."

Tiziano Terzani:
"Vivo ora, qui, con la sensazione che l'universo è straordinario, che niente, mai ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta. E io sono particolarmente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra."

Virginia Woolf:
"La vita è un sogno dal quale ci si sveglia morendo."

G. Garcia Marquez:
"Non si muore quando si deve, ma quando si può."

"Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai."

Roberto Gervaso:
"La vita è un'avventura con un'inizio deciso da altri, una fine non voluta da noi, e tanti intermezzi scelti a caso dal caso."

Henry Fielding:
"Non fidarti mai dell'uomo che ha ragione di sospettare che tu sai che ti ha fatto del male."

FuMo18:
"Ho bisogno di morire, almeno una volta."

IRA3181:
"Per quanto nuvoloso possa sembrare il cielo, sopra le nuvole splenderà sempre il sole."

"What you think of as a life, it's a simply reflection of what you are."

"Io sono io: il prodotto di qualcosa, creato da qualcuno per un non ben specificato motivo."

"Tutto nasce per finire."

"Certe persone guardano la vita degli altri come una telenovela, si interrogano sul perché delle loro azioni e ne ipotizzano quelle future."

"Ricorda sempre che gli altri non sanno che tu gli vuoi bene. Per quanto loro possano intuirlo, non lo sanno e continueranno ad ignorarlo finchè non sarai tu a dirglielo."

"Al mondo siamo tutti matti, persino più matti delle persone normali."

"Con la consapevolezza di poter fare tutto se solo lo volessimo, stiamo qui a guardare il mondo ke vive la vita al posto nostro."

"La gente con un minimo di intelligenza dovrebbe imparare da loro; gente ignorante, ma che vive di sola vita."

"Un angelo nella nebbia, avrà sempre due ali per poter volare oltre, dove nebbia non c'è, dove solo paradiso lo aspetta."

"Se ti capita per caso di entrare in un manicomio, non fermarti ad osservare ma scappa. In quel momento, lì dentro, il pazzo sei tu."

¤ Sogni ¤





























¤ Credits ¤

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Immagine reperita in rete
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¤ mercoledì, 06 febbraio 2008 ¤


¤ ¤


Figlia di un padre, che non è mio padre...

E così qualcuno in questo mondo mi protegge senza dirlo.
Sono figlia di un padre, che non è mio padre.

Fluttuo nel niente da prima che nascessi ma nessuno riesce a vederlo, nemmeno io.
E nel momento in cui me ne accorgo, realizzo che sono figlia di nessuno.
Se cadevo in errore, esso era sempre più grande di ciò che sembrava, esso era sempre più grande di ciò che realmente era.
E il vento passava incurante.
"Era così complicato?"
"Adesso lo è di più."
Era già così difficile, e se non avessi taciuto, le difficoltà sarebbero aumentate.
"Perché?"
"Orgoglio."

 


Ma un giorno bussai alla porta giusta.
Una madre, che non è mia madre mi accolse a braccia aperte.
E lì trovai un secondo padre, o forse era il primo.
"Non è grave."
"Tutto si risolve."
Sai tranquillizzarmi come nessuno mai aveva anche solo provato a fare prima.
E adesso so che per qualunque problema, con qualcuno posso esser sincera senza il timore di venir giudicata.

E adesso so di avere un padre, che non è mio padre.
Ma adesso so, che meglio di chi mi ha generato, lui sa esserlo.

 


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¤ martedì, 20 marzo 2007 ¤


¤ ¤


Corsa Infinita...

Un piccione appollaiato su un cavo della luce, fradicio e infreddolito osserva dall'alto i coloratissimi cerchi plastificati comparire dal nulla.
La città oggi non è frenetica.
Perché tutto questo silenzio?
E' passato così tanto tempo da quando sono saltata su quest'autobus senza numero, senza passeggeri.
Non fa capolinea; mai.
Eppure guardo fuori e nel vetro vedo il riflesso di una
Lei dentro l'autobus.
Sono Io.
Sono soltanto Io.

"Non parlare al conducente." dice un cartello posto sotto uno specchio retrovisore.
Ma dov'è il conducente?


La mia attenzione è attirata nuovamente dal rettangolo trasparente che dà sul Mondo.
Un ragazzo sotto la pioggia, senza aggeggio plastificato rincorre il mio autobus.
Non stancarti ti prego.
Non ancora.

Dannato, il conducente non si ferma.
Ma il conducente sono ancora Io.


E come quando da bambini ci si rifugia sotto le coperte per paura del buio, senza accorgersi che lì dentro l'oscurità è ben più fitta che fuori; terrorizzata dal restar sola attorniata da milioni di persone, rimango segregata dentro uno spazio desolato a credere che fuori il cielo, sia più grigio di qui.
 


L'autobus sembra rallentare; si ferma.
Si sono aperte le porte.
Sembra voler farmi scendere.
Sono sicura di non aver mai prenotato questa fermata, eppure è fermo, con le porte aperte, aspetta, aspetta che io scenda i gradini in ferro.
Guardo ancora una volta dallo specchio interno il sedile vuoto del conducente.
Muovo un passo verso l'uscita, ma quando per l'ennesima volta mi fermo in dubbio, ecco che le porte si richiudono,io torno nel mio angolo accanto al finestrino, l'autobus riparte e ricomincia la corsa infinita.


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¤ mercoledì, 23 agosto 2006 ¤


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Come Tutte le Altre...

La penombra regnava nella stanza dalle pareti color avorio dove da un lato giaceva L'Urlo di Munch che contrastava il silenzio impenetrabile e dall'altro un enorme capezzale in legno osservava indifferente il letto.
Una semplice Croce.
Si avvicinò alla donna, dormiente tra le lenzuola di seta nera spostandolo con grazia dal suo corpo nudo.
Accostò una mano alla sua schiena e le labbra alla spalla candida tastando ogni centimetro della sua pelle con le dita.
"Immaginami come mi vuoi tu." sussurrò lei schiudendo gli occhi.
Portò la mano sul suo fianco destro e le permise di voltarsi per guardarla in volto.
"Con dei profondi occhi azzurri."
Premette la mano ferma sul suo seno con vibrante e incerta delicatezza.
"Labbra seducenti."
Poi iniziò a baciarle il collo, per salire su quasi volendo scappare, sino al suo labbro.
"E seno da baciare."

Il nero avvolgeva ancora le sue gambe, a cui ormai si erano aggiunte altre gambe, mentre le labbra di lui continuavano a tormentare il suo corpo, ignorando i respiri affannosi di lei, che chiedevano di più.
Sempre di più.
"Immaginami come non sono."
Lei pose le sue mani sul suo collo, poi le dita sul mento e sulle labbra, mentre la mano di lui scivolava sul suo polso, e lo teneva stretto; una presa decisa.
Prima uno.
Poi l'altro.
E le dita di lei si chiusero a riccio, non appena le sue mani toccarono il lenzuolo.
E le braccia di lei aperte come ali.
E le labbra di lei cercarono assetate da bere.
"Non sono un angelo caduto per caso dal cielo."
E l'uomo sentì gli odori della sua pelle, il sapore del suo essere,l'essenza del suo Io.
"Non uno spirito puro e libero."

"Dimmi che mi desideri." disse lei.
"Sei solo la mia puttana." rispose lui rivestendosi.
E mentre l'uomo andava via dalle lenzuola ancora umide, lei mormorò tra sé e sé.
"E' la risposta che temevo uscisse dalle tue labbra."


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¤ lunedì, 27 marzo 2006 ¤


¤ ¤


Macchiata di Morte...

 

L'acqua scorreva incessante sulle sue mani, il rumore si spandeva per il resto delle stanze nel silenzio in cui erano avvolte quella notte.
"Pulisciti le mani tesoro, non vedi che sono tutte sporche?"
"Il sangue non và via. Cosa ho fatto, mamma? Ho fatto io questo?"
L'immagine della madre riflessa nello specchio la descriveva come una giovane donna, dai capelli neri e lunghi alle spalle.
Le stava dietro e la osservava.
"No, tesoro. Non sei stata tu."
Lei tornò a guardare l'acqua.
"Perché non và via, mamma? Cosa ho fatto di male?"
"Non hai fatto nulla amore mio. Soltanto la cosa migliore."
Lei sfregava con forza i suoi palmi, le dita, ma le mani continuavano a rimanere rosse, sporche di sangue.
"Mamma ti prego, falli smettere. Giuro che non lo farò più."
La madre le si avvicinò e le posò una gelida mano sulla spalla.
"Non preoccuparti amore, non è successo nulla."
Dallo specchio la figlia vide sua madre per intero, con la candida camicia da notte, sporcata dal suo stesso sangue all'altezza del petto con quei tre lunghi squarci.
"Mamma, ho fatto io questo?"
Rispose la figlia a quella vista, con le lacrime agli occhi.
"No, tesoro. Non sei stata tu. Pulisciti le mani e non sarai mai stata tu."
La figlia si voltò, e dietro di lei, soltanto la porta.

 


IRA3181 ha mostrato la sua anima alle ore 00:03 nella categoria
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¤ lunedì, 09 gennaio 2006 ¤


¤ ¤


Infinitamente Storia...

 

Improvvisamente si sentì un boato.
Dai minuscoli balconi di quello strettissimo vicolo, uscirono come formiche d'estate l
e persone spaventate.
E fissarono il cielo pur sapendo che non si trattava di una tempesta, fissarono il suolo consapevoli che non c'era stato il terremoto, fissarono gli occhi terrorizzati dei loro vicini coscienti del fatto che non avrebbero potuto tranquillizzarli.
"E' la fine del mondo!"
Qualcuno urlò.
"Sì... e l'inizio di una nuova era!"
Qualcun altro ironizzò.
Le formiche... oh scusate, avete ragione.
Le persone... scesero in strada, nel brusio che ormai inevitabilmente si era creato; sebbene nessuno di loro avesse una spiegazione plausibile, provavano un po' tutti a trarre le più disparate conclusioni.
Improvvisamente si sentì un boato.
No, non ho sbagliato a scrivere, non era quello di prima, ve lo giuro.
Le persone allora cominciarono a correre, a scappare, a sbattere l'une contro le altre.
Che confusione.
Quel vicolo...
Quel vicolo era un vero caos!
In quel vicoletto non si poteva più nemmeno entrare!
E pensate, c'era persino gente che non c'entrava nulla; gente di altri vicoli, gente di altre strade, di altri giorni e di altri tempi.
Ma questa è un'altra storia.

 


Sapete chi ci abitava in quel vicolo?
(No.)
Beh, nemmeno io.
So solo che c'era una gran confusione.
Improvvisamente si sentì una luce.
Eh no! Non ho sbagliato di nuovo; ve lo giuro, si sentì una luce, o almeno è quello che disse uno dei vicini.
"Ho sentito una luce!"
Và bene, forse era talmente abituato a sentire i boati, che appena vide la luce si confuse.
Ad ogni modo io riferisco soltanto, quindi lasciatemi continuare.
Si sentì una luce.
E sapete cosa?
Tutti erano contenti. Han pensato ad una festa.
"Che bello! Che bello!"
Ma come sarebbe a dire una festa?
In piena estate?
(Ehi, ma siamo in inverno!)
D'accordo, avete ragione.
Ma cosa c'entra la stagione in cui siamo con la festa che avrebbe potuto esserci? Ve lo siete chiesto?
Oh sì. Avrebbe potuto esserci una festa, siamo d'accordo.
Le luci, i boati.
Cosa c'entrano i boati con la festa?
Andiamo ragazzi, non mi fate confondere, perdo il filo.
Dicevo?
Ah sì, avrebbe potuto esserci una festa, e in effetti ci fu.
Qualche giorno prima, la signora di fronte al balcone appartenente al vicino della moglie del signore che aveva visto la luce, diede una festa.
Gran bella festa, questo ve lo posso assicurare perché io c'ero.
E c'erano anche le luci!
Ma questa è un'altra storia.

 

 

Improvvisamente si sentì un boato.
Di nuovo?
Ma basta con questi boati.
Vi dispiacerebbe sentire qualcosa di diverso?
(Ma se poco fa hanno persino sentito una luce!)
Accidenti è vero!
Me intendevo qualcosa di diverso e possibilmente anche di sensato.
Improvvisamente si sentirono le campane.
Ecco, mi piace.
Sembra qualcosa di angelico.
(Ma la chiesa sta a quattro kilometri dal vicoletto in questione.)
Ma insomma non te ne và mai bene una?
Improvvisamente si sentì un boato.
Siete contenti?
Eh sì, l'ennesimo boato.
Adesso era davvero la fine del mondo.
La luce che il signore di poco fa aveva visto, adesso era di un rosso fuoco, squarciava il cielo e la terra, le pareti di ogni palazzina del vicolo crollarono e le persone che stupidamente ci stavano sotto morirono tutte.

 


Troppa fantasia?
Troppo tragica?
Avete di nuovo ragione, accidenti!
D'accordo, vediamo...
Ve lo dico io cosa erano i boati.
(Erano i versi di un animale feroce che li voleva sbranare tutti.)
Ma no, come siete crudeli.
(Si trattava davvero di una tempesta e gli abitanti di quel vicolo erano troppo stupidi per accorgersene e non negarlo a priori.)
Sì, questo potrebbe essere.
Ma non è così.
(Ma allora cos'erano? Si può sapere?)
No.
(E perché mai?)
Beh, perché non lo so nemmeno io.
(Non sai come finisce la storia?)
No, ovviamente.
(E la luce?)
Ah boh.
Ma voi davvero credevate che avrei avuto tutta questa gran voglia di rimanere lì sotto aspettando che chissà che cosa mi uccidesse in quel vicolo?
(Beh, hai anche ragione.)
Grazie. Per una volta la ragione è dalla mia parte.
Per fortuna lo era in quel momento, perché mi ha consentito di darmela a gambe levate al secondo boato.
(E tutto il resto della storia?)
L'ho inventato, ma questo non ve l'ho di certo nascosto.
(Beh, è vero. Ma ora come la mettiamo con il finale?)
Sapete cosa?
Ho una bella idea.
Perché non lo inventate voi?
Ma sì, finitela voi la storia, e per questa volta sarò io a leggerla.
E poi che noia una trama con un solo finale.
Inventatene tanti, di brutti, di belli, di tragici, di sognanti, di horror e di fantasy.
Così ogni giorno, ogni volta, avremo tutti quanti una storia nuova da leggere.
Ci state?
(Non lo so, vedremo.)
Beh, io vi ho lanciato la sfida, spetta a voi decidere se accoglierla e provare a vincerla.
(Perché, si vince anche?)
Certo che si vince!
Tutti quanti la vincerete, sarete tutti vincitori.
Perché non importa come finisce la storia, l'importante è che finisca e che ci si diverta a finirla.
Buon divertimento.
Io mi ritiro nelle mie stanze e lascio a voi il mio pennino.
Al mio ritorno, spero di trovare qualcosa da leggere, perché persino a me, annoierebbe la mia storia senza fine.

 


IRA3181 ha mostrato la sua anima alle ore 02:44 nella categoria
¤ frammenti di storie ¤
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¤ martedì, 27 dicembre 2005 ¤


¤ ¤


Inutile Follia...

"Datemi il mio mantello! Dov'è il mio mantello?"
Qualcuno passando tra le ombre, sotto la fioca luce di una lanterna, glielo porse.
"Cos'è questa cosa? Non lo voglio! Non mi serve!"
Scaraventò il pezzo di stoffa nero nell'angolo della stanza, mise un piede su una sedia, poi sul tavolo e guardò dall'alto l'intera clientela della bettola.
"Tu!"
Disse indicando una fanciulla seduta in fondo, vicino all'uscio.
"Madame per l'amor del cielo, lasci perdere."
Pregò uno dei presenti incitandola a scendere dal tavolo.
Con gli occhi da folle si voltò verso l'uomo che le mollò immediatamente il braccio.

"Tu! Dammi il mio mantello..."
Continuò rivolgendole nuovamente l'attenzione.
Scese dal tavolo e si diresse verso la fanciulla presa di mira.

"Tu, devi darmelo. Ne ho bisogno."
Continuava a ripetere, avanzando.
La fanciulla la osservava, immobile sulla sua sedia.
Le si inginocchiò davanti e le afferrò i lembi della gonna.

"Sei tu che me lo hai rubato, lo so."
La fanciulla scosse la testa negando.
"Sì invece. Quindi ridammi il mio mantello, te ne prego. Io lo rivoglio, io ne ho bisogno, io devo proteggermi."
E mentre lei adesso piangeva come una bambina, la fanciulla le tese una mano per aiutarla a rialzarsi.
"Tutti ora possono vedermi, poiché tu mi hai rubato la libertà. Tu che osi dire di non avere il mio mantello, tu che mi impedisci di nascondermi nuovamente. Tu, hai rubato a me la libertà..."
Disse afferrandole la mano avvicinandocisi.
"...adesso io ruberò a te la vita."
Affondò il pugnale, estratto da quel mantello mai posseduto, poiché di proteggersi non aveva mai avuto bisogno, poiché di nascondersi non necessitava, poiché quel mantello non aveva mai desiderato, ma soltanto la vita di una fanciulla aveva sempre bramato.

 


IRA3181 ha mostrato la sua anima alle ore 02:18 nella categoria
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¤ lunedì, 21 novembre 2005 ¤


¤ ¤


Promesse...

Una magica sera, al chiaro di luna, una coppia felice, mano nella mano, guardavano l'astro seduti a due sospiri dal mare.
D'un tratto senza indugio l'una domandò l'altro:
"Promettimi che mi amerai sempre, come io farò con te."
"Te lo prometto." rispose lui.
"E promettimi che staremo sempre insieme, perché non potrei starti lontano." disse poggiando anche l'altra mano sulla sua.
"Te lo prometto." rispose lui.
"Promettimi anche che saremo sempre felici, perché la nostra storia non deve finire." continuò stringendocisi.
"Te lo prometto." rispose lui.
Poi si scostò e tolse la sua mano da sotto le sue continuando:
"Ma anche tu devi promettermi qualcosa."
Lei lo guardò con un sorriso incerto.
"Certo amore, qualunque cosa. Chiedimi tutto quello che vuoi, farò tutto ciò che mi chiederai." rispose impaziente della richiesta.
Lui riprese la sua mano e vi posò un tenero bacio. La guardò e sorrise, poi le disse:
"Allora promettimi, che vivrai almeno un giorno in più di me, amore mio, mi basta un solo giorno, uno soltanto, perché non riuscirei mai e poi mai, a sopportare il dolore d'averti persa."

 


IRA3181 ha mostrato la sua anima alle ore 23:49 nella categoria
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¤ mercoledì, 09 novembre 2005 ¤


¤ ¤


Al Centro dell'Universo...

"Padre, vi guardo da anni, con gli occhi pieni di stupore, di stima, di rispetto; con gli occhi pieni d'amore, d'affetto.
Padre, vi guardo da
talmente tanto tempo
.
Con le mani tremanti da bambina saltavo più che potevo per potervi salutare con un bacio, e rispondevo ad ogni vostro sorriso.
Con la mente confusa da quell'uomo indisponente osservavo ogni vostra azione
pensandola giusta
.
Padre, quante volte siete tornato stanco a casa e nonostante ciò trovavate la forza per giocare con me.
Padre, vi penso da anni, credendo che un giorno rientrerete da quella porta
e mi abbraccerete
.
E
non mi accorgo invece che da tanto, già dalla prima sera in cui non siete tornato, da quando quella sensazione, seduta a tavola per la cena, mi fece scendere una lacrima sul viso, voi non ci siete più."

 


IRA3181 ha mostrato la sua anima alle ore 23:33 nella categoria
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¤ venerdì, 28 ottobre 2005 ¤


¤ ¤


 Col Sorriso Sulle Labbra...

"Scusa, senti, devo dirti una cosa.
Sarò sincera, non ti mentirò.
Fingerò soltanto di dirti
la verità.
Ho intenzione di ammazzarmi.
Ma no, non ti preoccupare.
Non adesso.
Non qui.
Calma, tranquillizzati.
Ho intenzione di farlo, sì.
Ma tu non lo saprai mai.
Ehi, non vedi che
sto ridendo?
E' vero, lo so, non è normale.
Ti ho appena detto che voglio
suicidarmi.
Ma tu non devi aver paura.
Non puoi cercare di dissuadermi.
Non lo farò adesso.
Non ne ho bisogno.
A te non importerà,
fidati.
Non lo vedrai, non te ne accorgerai.
Perché vedi,
quando io lo farò,
vorrà dire che tu,
sei
già uscito della mia vita"

 


IRA3181 ha mostrato la sua anima alle ore 23:50 nella categoria
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¤ mercoledì, 12 ottobre 2005 ¤


¤ ¤


Segreti...


"Vieni qui. Ti rivelo un segreto."
L'altra si avvicinò con singolare incertezza.
"Che segreto?"

"Un segreto!"
ribattè lei.
"Tu non confidi mai i tuoi segreti, non ti credo."
Lei sorrise.
"Te lo giuro! E' il mio segreto più grande."
"Il tuo più grande segreto? E perché dovresti rivelarmelo?"
rispose l'altra.
"Perché mi fido di te."
disse con gli occhi che le brillavano.
"Ma devi promettermi che non lo dirai mai a nessuno."
continuò poi.
"Lo prometto. Parla, ti ascolto."
"Ti Voglio Bene."
rivelò lei.
"Tutto qui?" rispose delusa l'altra.

"Sì."

"Ma non avrò bisogno di dirlo." continuò l'altra.
"Perché?"
chiese stranita lei.
"Perché tutti gli altri, conoscono già il tuo segreto."

 


IRA3181 ha mostrato la sua anima alle ore 22:06 nella categoria
¤ frammenti di storie ¤
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